mercoledì 19 giugno 2013

PICCOLI MONDI


PICCOLI MONDI, sì, ma forse solo perchè piccoli sono i contesti in cui si esprimono e a cui si rivolgono. Non credo ci sia niente di piccolo nello sforzo, nell'adesione, nelle speranze di chi, artista o sostenitore, tecnico o curatore, ha vissuto questa esperienza, culmine di un progetto che forse è passato troppo inosservato, ovvero NO/WHERE NOW/HERE (e che la nostra associazione conosce bene, basta cercarne le tracce su questo blog). Non mi dilungherò in polemiche che nessuno leggerebbe, in una città troppo abituata a farsi la guerra da sola è molto meglio gettare un'occhiata a coloro che stanno in trincea, magari anche solo con l'elmetto calato sulla testa chiedendosi che diavolo succede; inutile poi accusare chi, solipsisticamente, snobba gli eventi di chi tanto ha da dire solo perchè si pensa migliore di altri o non si sente in essi coinvolto (e magari, tecnicamente, dovrebbe). Mi limiterò invece a complimentarmi con le ragazze che hanno dato vita ai loro "piccoli" mondi, ovvero, rigorosamente in ordine alfabetico, Alessia Degani, Franziska Freymadl, Erica Lanzoni, Roberta Sacchi e Giulia Voltini. Ognuna di esse ha espresso, in un processo che, sottolineiamo, è da ritenersi un percorso formativo, l'idea di uno spazio condivisibile, dove il pubblico può interagire con gesti e parole, visioni e soprattutto aspettative di chi queste strutture (il tanto famoso gazebo, rivisto ed evoluto) le ha tirate su sotto il sole cocente. Okkei, io c'ero e ne porto le tracce sulla fronte screpolata, ma sottolineo anche la presenza di Michele Ginevra, Elisabetta Dilda e Laura Carini, più qualche amico e collega che, mosso da sincero spirito di partecipazione e sostegno, ha dato una mano gratuitamente.
Forse una cosa che l'intensa giornata mi ha insegnato è che, al di fuori delle etichette, dei fanatismi, delle vanità, delle operazioni politiche e via dicendo, la professionalità si cela nella capacità di darsi e di dare senza tanti fronzoli, aiutando per il semplice piacere di farlo e, nel caso delle ragazze protagoniste dell'evento, regalando una parte di sè a chi è capace di accettare il dono proteso.  

Per adesso butto qui un pò di fotografie, scattate da me e da Sonia Secchi, alleata e amica. Ma grazie ad Andrea Riboni e Federico Fronterrè presto avremo altri scatti e un video che ricordi l'ennesimo tentativo di raccontare il mistero, fragile come il babau di buzzatiana memoria, "molto più delicato e tenero di quanto si credesse. Era fatto di quell'impalpabile sostanza che volgarmente si chiama favola o illusione: anche se vero. Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di sterminarti, il mondo civile ti incalza alle calcagna, mai più ti darà pace."
 DCF    
                                                                                                      
 
 
Franziska Freymadl (nella foto più in alto al lavoro per costruire il suo spazio DENTRO, e qui sopra in due still frames del videoclip girato per lei da me, Anna Cigoli e Federico Fronterrè, che presto posteremo anche qui); Franziska è una ragazza dal carattere forte e deciso, forse più di tutte le protagoniste della giornata ha sofferto degli incidenti di percorso che un evento formativo dalle risorse limitate può causare, ma nel suo vigore risiede il suo pregio più grande, e nelle sue speranze la possibilità di capire meglio le esigenze di chi non fa arte solo per nutrire il proprio ego ma trovare una direzione nella vita. 
Giulia Voltini, in GIARDINO INTERIORE, ha creato uno spazio bianco, velato, profumato e pieno di fiori sospesi, un angolo per sedersi e riposare (malgrado il caldo) - un piccolo mondo molto amato dai bambini...
Roberta Sacchi detta Sakka, in alcune foto di Sonia Secchi e di Giulia Galelli; RADICE, il suo piccolo mondo, è una camera di archetipi e altri simboli che per me sembra unire l'arte contemporanea alla necessità di scoprire da dove essa viene, a costo di tornare nelle vecchie caverne e cercare fra le pitture rupestri.


SPAZIO-TEMPO di Erica Lanzoni mi ha coinvolto in più fasi, dato che dietro c'è una personalità complessa e semplice allo stesso tempo, qualunque cosa vogliano dire le due categorie; quindi: sassi, sabbia, foglie, tante foglie, il trucco della donna-albero, la femminilità intrisa di paganesimo. A questo link trovate il video che è parte integrante dell'installazione.

Onirismo, intimità e blu, tanto blu, per Alessia Degani e il suo SPAZIOBLU; un colore assurto a idea di calma magica, anche e soprattutto da posare sulla pelle.

Tante altre foto le trovate sulla pagina ufficiale dell'evento, e altre ne inseriremo noi in un post successivo.




mercoledì 5 giugno 2013

WHO ART YOUtube

Ecco il video confezionato in quattro e quattrotto come documentazione rapida, scorrevole, per forza inesaustiva, della serata di WHO ART YOU? seconda edizione. Nessuno me ne abbia perchè non si trova fra le inquadrature, quella sera c'erano un mucchio di cose da fare, tra reportage, allestimento, Cura del Bianco e, cosa più importante, avere il compito tutt'altro che sgradito ma di indubbia responsabilità di essere uno dei membri della giuria scientifica. Diciamo che questo piccolo spot, questa visione estemporanea too fast and too furious dell'evento dovrebbe servire a invogliare tutti quelli che hanno rubato qualche ripresa, e non solo, pure coloro che si dilettano con le slide di fotografie, a realizzare un montaggio veloce e contribuire così a colmare quei 360° di visione dell'insieme, per poi postare ovviamente tutto sulla pagina di WHO ART YOU? o di NOlab, e perchè no, anche su quella della nostra associazione
Nel post precedente avevo ringraziato chi di dovere (non tutti, impossibile, alcune facce non riesco neppure a collegarle a dei nomi), ma di sicuro tornerò sull'argomento NOlab e sugli sviluppi di quella che, come si direbbe nel finale di Gatto Nero Gatto Bianco di Kusturica, può essere "the beginning of a beautiful friendship". 
E ricordate che l'importante è dire NO. A cosa? Capitelo da soli.
DCF

mercoledì 29 maggio 2013

CIASCUNO HA LA PROPRIA SCRITTURA: WHO ART YOU?




La pittura mi suggerisce novelle, romanzi, favole, drammi. C’è chi di un quadro sentenzia: biaccoso, bituminoso, stonato, ed ancora parla di divisionismo, di impressionismo, di puntinismo, di futurismo, di cubismo. Mi fa l’effetto di alcuno che parlando di un pranzo a cui ha assistito, invece di indicare semplicemente: mi hanno servito pesce, uova, braciole, patate, piselli, dottamente soffiasse: azotati, fosfati, grassi, farinacei, leguminose. Ma a me non importa una maniera di pennellata piuttosto che un’altra, questo piuttosto quel modo di periodare a colori, - ciascuno ha la propria scrittura – mi importa quel tanto di mio che l’artista ha saputo strappare da me per compiere la sua opera.



Ernesto Ragazzoni


Aprire citando Ragazzoni, giornalista dei primi del novecento (grazie Sonia, per avermi prestato le sue Invisibilissime pagine), mi serve per chiarire subito che, quando i ragazzi di NOlab mi hanno offerto di far parte della giuria scientifica di WHO ART YOU? Seconda Edizione, avrei lasciato che le opere mi raccontassero qualcosa, che iniziassero con chi le aveva mandate, con chi le aveva installate, e che poi la fantasia avrebbe fatto il resto. E’ stato strano per me partecipare a questo evento, è stato strano dover “scegliere” fra questo e quel dipinto, questa o quella foto, la sculturina nell’angolo, il mostro protervo, l’afflato migliore – no, ho lasciato che l’immaginazione dicesse quale di questi lavori, quale di questi tanti lavori avrei voluto conoscere meglio. Non è questione di bravura, di talento, di spirito, di sensibilità, è questione di momento, non vince il migliore, alle volte può vincere anche il peggiore. Solo per vedere se si aveva ragione oppure torto, a volte.
Mi preme di più dire di WHO ART YOU?, e dei ragazzi di NOlab, il cui motto “è dire NO”. A me invece sembra che essi dicano più che altro di sì, di sì alla voglia di fare, di conoscere, di dire la loro in una Milano che comincia a dire no (eccolo il no) all’accademismo, al sistema galleristico, per farsi idea polifunzionale, lontana dagli elitarismi che ormai abbondano un po’ ovunque nel bel paese e francamente fanno l’odore della cassa da viaggio di nosferatu. Desirè Giordano, Elisa Dell'Erba, Lorenza Fattor, Tommaso Vecchio, Massimiliano Saluzzi, Andrea Corsi e gli inossidabili Alessandro Trabucchi e Daniela Ficetola non sono distanti da quello che ho sempre desiderato ottenere con la Specie di Spazio, un gruppo affiatato, mosso da intenti genuini quali lo studio dell’arte e il suo muoversi nel presente (nel futuro), il desiderio di mettersi dietro le quinte per portare sul palcoscenico chi ancora sente il bisogno di mettersi in mostra. Per questo, dopo aver portato la Cura l’anno scorso alla prima edizione di WHO ART YOU?, sono rimasto colpito, e poi sono stato felice, di essere stato chiamato a comporre la giuria per questa nuova occasione di incontro e di scambio. Assieme a me tanti personaggi simpatici e competenti, con teste diverse dalla mia, qualcuna spaventosamente simile alla mia, e li elenco qui di seguito: Michele Casiraghi, Claudio Jaccarino, Federica Morandi, Carlo Malandra, Grace Zanotto, Sara Liuzzi, Simona Raspatelli, Francesco Sala, Giacomo Nicolella Maschietti, Beppe Treccia, Arianna Zanchetta, Andrea Testaverde.
E naturalmente non penso che sia finita qui, soprattutto adesso che la sede della Specie di Spazio chiude e bisogna cercare nuovi luoghi, nuovi spazi, dove possano attecchire le idee, dove possa consolidarsi il sentimento. Non finisce la voglia di collaborare con i ragazzi di NOlab, capaci di mettere insieme una sessantina di personalità dell’arte e della creatività dentro uno spazio nei circa sessanta metri quadri di Spazio Concept (ok, sto esagerando nel ridurre le misure, ma conceptualmente siamo lì); non finisce con gli artisti conosciuti, cui bisogna ricordare che in ballo non c’è il prestigio, la vittoria su nessuno, ma la salvezza della propria anima bella.
Qui di seguito un po’ di foto a random, quelle che sono riuscito a scattare mentre giravo il video, cercavo di impormi nel dare una mano (sempre rifiutata cortesemente), eseguivo la Cura e gironzolavo qua e là con gli amici di sempre, Renato e Simona Florindi, vestiti in guisa di mostri metropolitani, e Anna Cigoli, che ha indossato il blu caratteristico di questa edizione di “che artista sei”. Grazie anche all’amico Devis Bergantin, che sono felice di avere nuovamente incontrato dopo la sua “materia personale” nella Specie di Spazio, qui come finalista dell’evento milanese.
Vorrei dire molto di più, forse lo dirò quando sarà pronto il video estemporaneo che ho girato durante la serata del 24 maggio, ma mi limito a esternare i miei complimenti a tutti quelli che mi hanno raccontato qualcosa e a quelli che avranno modo di raccontarlo ancora e meglio, cioè the winners of WHO ART YOU?2: Eva Mendes, Andrea Silva, Raimondo Castronuovo, Oriana Vertucci.
Pursue the dream.



David Chance Fragale

Adonai Sebhatu

sulla destra: Alessandro Trabucchi

Silvana D'Ecclesiis

Io nei panni del Doctor Who Art You?

Raimondo Castronuovo

Elena Boccoli



Simona Florindi

Mauro Mazzara

Matteo Ferrero

Il "bombolone" Carlsberg di Mauro Mazzara

Niccolò Albani

Il mitico trio: Simona, Anna e Skeletro379



Devis Bergantin



Michela Gioachin

Etienne Fiori; sulla destra: Eva Mendes

Desirè Giordano riposa i piedi

Arianna Zanchetta e Grace Zanotto

Andrea Silva

Flavia Ciorba

Federica Di Carlo

Antonella Zito

Elisabetta Magnani

Alessandro Vinci

Elisa Braconi

Sara Pelle

Silvana D'Ecclesiis

 E qui di seguito, alcune foto dei "curati" nel bianco alla sera di WHO ART YOU? 2:

Devis Bergantin

Francesco Sala

Andrea Silva

Flavia Ciorba
 
Arianna Zanchetta